Le Quattro Casalinghe di Tokyo — Kirino Natsuo 11 Mar 2009
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Un marito finito, che rientrava alla chetichella e strisciava fino al suo futon quando lei era già uscita. Le infinite discussioni, sempre uguali, al mattino, quando lei tornava a casa stanca morta. Gli sguardi freddi e taglienti che si lanciavano a vicenda. Non ce la faceva più! Yayoi fece un profondo sospiro e si chino per infilarsi gli slip e immediatamente sentì una fitta lancinante all’addome. Senza volere cacciò un urlo. Il gatto Milky, che dormiva acciambellato sul divano, sollevò il musetto, raddrizzò le orecchie e la guardò. La sera prima, per la paura, si era nascosto sotto il divano e aveva lanciato un lungo, sordo miagolio.
Al ricordo Yayoi impallidì e venne sopraffatta da un’ondata di odio e di ira. Fino ad allora non aveva mai provato sentimenti così cupi nei confronti di un’altra persona. Era figlia unica, cresciuta sotto l’ombra protettiva dei genitori, una vita tranquilla in una piccola città di provincia.
Dopo aver frequentato il liceo a Yamanashi, si era trasferita a Tokyo e aveva trovato un posto come segretaria presso un’azienda che produceva mattonelle. La dolce, graziosa Yayoi era adorata da tutti gli impiegati della ditta, che la portavano in palmo di mano. Se ci pensava adesso, quello era stato il periodo più bello della sua vita. Allora non aveva che l’imbarazzo della scelta, ma si era innamorata di Kenji, il rappresentante di un piccolo fornitore, che andava avanti e indietro dall’ufficio.
Perché lui le aveva fatto una corte appassionata. Il periodo del fidanzamento era stato un sogno meraviglioso: Kenji l’aveva messa su un piedistallo e l’adorava, le dipingeva un futuro dagli splendidi colori e le prometteva il paradiso sulla terra. Ma subito dopo le nozze il suo sogno di principessa si era spezzato. Kenji aveva incominciato a bere e a giocare e stava fuori sempre più a lungo. Che fosse un uomo sempre attratto dalle donne più irraggiungibili lo aveva capito molto presto. Anche lei era stata desiderata solo perché era la dolce mascotte della ditta. Una volta che era diventata sua, l’interesse per le era immediatamente svanito. Era un infelice sempre a caccia di amori impossibili. Questo era Kenji, suo marito.
Grazie a Franca per la pagina.
@Franca… lo consigli? perché è da un po’ che mi attrae ma non riesco a decidermi :)
Non ho mai sentito parlare di questo libro, ma già dalla pagina 69 mi attira moltissimo.Lo leggerò sicuramente.
Libro meraviglioso, soprattutto per noi donne occidentali! Leggete la mia recensione su anobii.com, spero vi convincerà a leggerlo!
io l’ho regalato a Nathan per natale, ma lui l’ha snobbato!
ma come è bello quest libro? [vi avverto, non l'ho ancora finito]
si si Mastrangelina, io te lo consiglio!