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L’Infinito Viaggiare — Claudio Magris 1 apr 2009

Posted by ctbk in Pagina 69.
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Nella Selva Nera c’erano gli scrittori delle “storie da calendario” come il grande Johann Peter Hebel, che racchiudeva nei suoi laconici e fulminai racconti, con l’essenzialità dei classici, saggezza epica e intelligenza politica, la vita dell’individuo inserita nella storia umana e in quella, ancora più grande, della natura. Mark Twain, vagabondando per questi boschi, incontrava le contadine e vedeva in esse le eroine dei “Racconti della Selva Nera” di Berthold Auerbach; natura e arte, l’odore del legno e quello della carta che ne diceva la poesia facevano tutt’uno, in una sintonia indissolubile. Questo idillio sapeva, se necessario, difendersi; la Selva Nera è terra di gelose tradizioni di libertà e di progresso e di schietto coraggio nel difenderle, come nel 1848 – 49, anche con le armi contro la tirannide e la reazione.

Il bosco morente e malato è il simbolo di un morbo che devasta pure l’ecologia della mente e del cuore, aggredendo una culla della cultura tedesca. I fascicoli dedicati allo Schwarzwald dalla rivista “Merian” celebrano serafici il bosco primordiale, le saghe delle ninfe di Mummelsee, il lago incantevole, e l’incontaminata malia del Belchen, il monte canuto e abbagliante, ma nella stessa vetrina della libreria altri libri mostrano orride fotografie di abeti depilati e devastati, boschi stitici e sghembi sulle rive di quel lago e sui fianchi di quel monte. Le réclame dei luoghi di villeggiatura continuano a celebrare pace e salute, ma da qualche tempo non vantano più “la ricchezza di ozono dell’aria boschiva”. La Selva Nera, come dice la documentazione diffusa dalla Lega per l’ambiente e la protezione della natura in Germania, è in testa alle classifiche del deterioramento ecologico, che del resto vede in tutta la Germania ben un terzo dei boschi seriamente rovinati. Il re dello Schwarzwald, l’abete bianco che affascinava Turgeniev, è la grande vittima, qui come altrove, al pari del pino, che perde anch’esso dovunque i suoi aghi.

Grazie a Cecilia per la pagina.

Commenti»

1. Antonella Zatti - 12 giu 2009

Segnalo, sperando di fare cosa gradita, un post su Claudio Magris:

http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/06/in-viaggio-nella-parola-con-claudio.html

Antonella Zatti


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