Il Buon Marito — Alexander McCall Smith 15 mag 2009
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Il giovane avrebbe voluto mettersi in contatto con loro, ma era troppo orgoglioso; i suoi genitori, andando fin là da Gaborone, avevano soddisfatto il suo senso dell’onore. Tutti si erano perdonati reciprocamente, ricominciando daccapo, il che, riflettè la signora Ramotswe, sarebbe un buon modo per risolvere tanti problemi di questo mondo. Dovremmo perdonarci l’un l’altro e ricominciare daccapo. Ma che succede se chi ha bisogno del perdono resta attaccato a ciò che ha proditoriamente conquistato? Su questo, decise, bisognava riflettere con maggior calma.
“È così facile ringraziare” disse, passando la lettera alla signorina Makutsi. “Eppure un sacco di gente non si dà la pena di farlo. Non ringraziano chi fa qualcosa per loro. Danno tutto per scontato.”
La signorina Makutsi guardò fuori dalla finestra. In passato la signora Ramotswe le aveva fatto un sacco di favori, e lei non le aveva mai scritto per ringraziarla. L’osservazione era per caso rivolta a lei? Era possibile che la signora Ramotswe covasse del rancore, come capita a tante persone che se lo tengono dentro per anni? Guardò la sua datrice di lavoro e decise che era improbabile. La signora Ramotswe non avrebbe mai potuto fare l’offesa in modo convincente; le sarebbe venuto da ridere, o avrebbe offerto una tazza di tè alla persona con cui ce l’aveva, o comunque avrebbe fatto qualcosa per far capire che non era offesa sul serio.
La signorina Makutsi lesse la lettera: “Come la archivio?” chiese. “Non abbiamo un raccoglitore per le lettere di ringraziamento. Ne abbiamo uno per le lettere di protesta, però. Devo metterla lì?”
Secondo la signora Ramotswe non era una buona idea.
Grazie a Eleonora per la pagina.
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