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Confessioni di una Maschera — Yukio Mishima 24 Giu 2009

Posted by ctbk in Pagina 69.
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Confessioni di una mascheraSbarrai gli occhi nel vuoto, grattandomi le brutte cicatrici della vaccinazione sopra le braccia scarne. Intanto fu fatto il mio nome. La bilancia sembrava identica a un patibolo che proclamasse l’ora della mia esecuzione.

“Quarantaquattro!” latrò l’assistente al medico della scuola. Un tempo quell’assistente era stato infermiere in un ospedale militare, e conservava ancora i modi da caserma.

Mentre annotava la cifra sulla mia cartella clinica, il dottore borbotto fra sé:

“Bisognerebbe che arrivasse almeno a quarantotto chili.”

Ormai avevo fatto il callo a un trattamento del genere in occasione d’ogni visita medica. Ma quel giorno fui tanto sollevato all’idea che Omi non fosse presente alla mia umiliazione, che le parole del dottore non mi procurarono la solita angoscia. Per un attimo il mio senso di solievo rasentò quasi la gioia…

“Bene…avanti a chi tocca!”

L’assistente mi scrollò per la spalla, spazientito. Ma questa volta non lo fulminai con l’occhiata d’odio e di rabbia che solevo scoccargli.

Malgrado tutto questo, dovevo aver previsto, anche se vagamente, la fine del mio primo amore. Con ogni probabilità era appunto l’inquietudine creata da quel triste presagio che formava il nucleo del mio piacere.

Venne un giorno, agli sgoccioli della primavera, che sembrava lo scampolo che un sarto avesse staccato da una pezza d’estate, oppure una prova in costume della stagione ventura. Era quel giorno dell’anno che arriva in rappresentanza dell’Estate, per passare in rassegna il guardaroba di tutti e accertarsi che ogni cosa sia in ordine. Era quel giorno in cui la gente sfoggia la camicia estiva per dimostrare che ha le carte in regola.

Nonostante il tepore del mattino, ero raffreddato e avevo i bronchi fortemente irritati. Un mio amico era afflitto da disturbi di stomaco, e andammo insieme al gabinetto di medicina per farci rilasciare una giustificazione scritta che ci permettesse d’intervenire alla lezione di ginnastica senza l’obbligo di partecipare agli esercizi.

Grazie a Eleonora per la pagina.

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